Martedì 9 giugno, nei locali del Plesso Don Bosco si è svolta la cerimonia di inaugurazione della Scala della Legalità realizzata dal Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi con i fondi assegnati dal Comune di Gangi per il corrente anno scolastico.
La scala è dedicata alle vittime innocenti di mafia come Giovanni La Grega, Lorenzo Pace, Riccardo Cristaldi, Benedetto Zuccaro, Nicolò Campolongo, Claudio Domino, Giuseppe di Matteo, per ricordarne alcuni.
Sui gradini oltre ai nomi sono state citate tre frasi.
La prima “Nelle fiabe non si insegna ai bambini che esistono i Draghi, quello lo sanno già, si insegna ai bambini che i Draghi si possono sconfiggere” dello scrittore britannico Gilbert Chesterton paragona I draghi al male che esiste ma che si può sconfiggere.
La seconda “Li avete uccisi, ma non vi siete accorti che erano semi” di Pierpaolo Farina, sociologo e direttore di wiki mafia, sottolinea come il ricordo di questi bambini continua a vivere nei cuori di ognuno e insegna il valore della legalità, della giustizia e del coraggio.
La terza, di Pierfrancesco Diliberti, noto come Pif, suona come un monito, infatti dice “Il rischio è abituarsi, invece bisogna scandalizzarsi. Abituarsi significa rassegnarsi”.
Scandalizzarsi è avere il coraggio di dire che è sbagliato.
Alla cerimonia, che si è conclusa con il tradizionale taglio del nastro, hanno partecipato gli alunni delle classi quarta e quinta del Plesso Don Bosco accompagnati dai rispettivi insegnanti, il minisindaco, il Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi, le insegnanti della Funzione strumentale Legalità, il presidente del Consiglio Comunale di Gangi e il Dirigente Scolastico.




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